Viviamo in un’epoca in cui lo stress è purtroppo parte integrante della nostra vita quotidiana. Anche i pasti oggi vengono consumati in fretta, spesso solo perché abbiamo bisogno di alimentare questa macchina che è il nostro corpo. Ma sapevate che mangiare troppo velocemente ha gravi conseguenze sulla nostra salute? A tal punto che è stato creato un movimento di “alimentazione lenta”, con l’obiettivo di insegnarci a mangiare più lentamente. E per aiutarci a riprendere le buone abitudini, ci sono anche le posate collegate. Sebbene a prima vista possa sembrare un espediente, non lo è affatto.

Slow Control, un’azienda che offre soluzioni per l’alimentazione lenta

Slow Control è un’azienda che ha fatto parlare di sé qualche anno fa al CES di Las Vegas, presentando la sua forchetta connessa. Forse ne avete già sentito parlare in quell’occasione. La versione di HAPIfork presentata all’epoca era abbinata a un’applicazione mobile, tramite un collegamento Bluetooth, per monitorare le statistiche dei pasti e gli intervalli di tempo tra due bocconi.

L’azienda offre ora una gamma completa di posate intelligenti: forchetta, ma anche coltello e cucchiaio. Beh, se il design si è evoluto molto, siamo ancora lontani dalle collezioni di Guy Degrenne o Couzon che possiamo trovare nel nostro BHV :p Ma l’obiettivo non è nemmeno quello di rallegrare una tavola per gli ospiti: le posate Slow Control hanno uno scopo medico e sono molto utilizzate in questo campo.

Questa nuova versione ha anche perso la connettività con un’applicazione mobile, troppo restrittiva.

Non si tratta solo di ciò che si mangia, ma anche di come si mangia. I nostri prodotti aiutano a correggere le cattive abitudini alimentari.

Jacques Lépine, fondatore di Slow Control

La forchetta e il cucchiaio contengono un circuito elettronico e un allarme

Mangiare è qualcosa che facciamo fin da piccoli e diventa un automatismo. Gesti ripetuti, sempre più veloci con il passare del tempo. Ed è questo il problema: finiamo per mangiare troppo in fretta, perché abbiamo imparato questi gesti. L’obiettivo è sviluppare nuove abitudini, reimparare a mangiare più lentamente. Un principio “semplice”, ma difficile da attuare in un utensile così piccolo.

Per ottenere questo risultato, l’inventore ha utilizzato la tecnologia di rilevamento capacitivo (utilizzata, ad esempio, nelle piastre elettriche, dove si preme il dito per regolare la temperatura). In questo caso, la testa della forchetta o del cucchiaio rileva il contatto con la bocca: un computer controlla quindi se il tempo trascorso dall’ultimo boccone è sufficiente. Il sistema indica quindi se si è in modalità di alimentazione lenta o veloce. In quest’ultimo caso, si avverte una leggera vibrazione nel manico della posata, che indica che è necessario rallentare. Un LED funge anche da indicatore luminoso: il rosso significa che bisogna aspettare un po’ prima di dare il prossimo morso. Man mano che lo si utilizza, si instaurano nuove abitudini che consentono di mangiare “normalmente”.

L’impatto sulla salute

Non ce ne rendiamo conto direttamente, ma mangiare velocemente ha molte conseguenze sulla nostra salute. Innanzitutto sul nostro peso: più mangiamo velocemente, meno mastichiamo, più mangiamo. E più si ingrassa, ovviamente, con tutte le conseguenze che conosciamo sul sovrappeso, come i rischi cardiovascolari.

Un pasto dovrebbe durare almeno 20 minuti, perché il nostro cervello ha bisogno di 20 minuti per ricevere il segnale di sazietà. Finché il nostro cervello non riceve questo segnale, continuiamo a mangiare: quindi se mangiamo troppo velocemente, mangiamo di più.

Questo ha anche un impatto sul reflusso acido, sull’infiammazione intestinale e sulla NAFLD: masticando meno, il nostro corpo deve fare uno sforzo maggiore per assimilare gli ingredienti.

Mangiare velocemente aumenta anche il rischio di diabete di tipo 2 (male!).

Un’abitudine che può sembrare una cosa semplice da fare ha conseguenze serie per la nostra salute.

Semplici abitudini?

Sì, sono semplici abitudini da riprendere. Oggi il cibo è facilmente acquisibile e rapidamente assimilabile. Pasti che non sono più apprezzati per il loro vero valore. Se è molto facile prenderne coscienza e mangiare più lentamente da soli, sono purtroppo gli automatismi che riprendono il sopravvento se mangiamo guardando lo smartphone o la TV, ad esempio: essendo tutta la nostra attenzione presa da ciò che stiamo guardando o leggendo, mangiare diventa di nuovo un automatismo e trangugiamo il nostro pasto ad alta velocità.

Alcune semplici abitudini ci permettono di mangiare più lentamente:

  • posare le posate tra un boccone e l’altro
  • condivisione durante il pasto: con la famiglia o con gli amici/colleghi. La discussione aumenta la durata del pasto
  • imparare a masticare bene
  • raccogliere il cibo uno alla volta (ci vuole più tempo!)
  • bere più acqua: l’acqua fa anche sentire sazi.

Se questa è una disciplina alla portata di tutti, ci sono casi più complicati per i quali attrezzature come queste posate intelligenti forniscono un supporto. Per questo motivo vengono utilizzati soprattutto in campo medico, per le persone che non sono in grado di autoregolarsi. Un’invenzione sorprendente all’inizio, che può quindi sembrare futile e surfistica rispetto alla moda degli oggetti connessi, ma che alla fine si rivela particolarmente efficace per tutti coloro che l’hanno adottata.

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